Il rapporto “Stavo solo scherzando – Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti”, realizzato da Save the Children in collaborazione con IPSOS DOXA, mette in luce come atteggiamenti aggressivi e forme di controllo vengano spesso normalizzati nelle relazioni degli adolescenti e mostra anche quanto il contesto familiare incida: chi cresce in ambienti segnati da tensioni, conflitti o violenza ha maggiori probabilità di subire o mettere in atto ricatti emotivi, comportamenti aggressivi e dinamiche di controllo nelle proprie relazioni.
Ecco i dati:
• Un adolescente su 4 dichiara di essere stato una vittima di atteggiamenti violenti all’interno di una relazione (schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti).
• Uno su 3 è stato geolocalizzato dal partner.
• Il 28% ha visto condividere immagini intime senza consenso.
• Il 29% si è sentito costretto almeno una volta a compiere atti sessuali indesiderati.
• Il 36% ha subito insulti o prese in giro per il suo genere o il suo orientamento sessuale.
• Più di 4 adolescenti su 10 sono stati importunati con commenti e avances sessuali da qualcuno/a che li ha infastiditi.
• Almeno una volta, il 28% ha usato linguaggio violento (32% ragazzi, 24% ragazze) e il 28% ha fatto leva sui sensi di colpa per ottenere qualcosa (31% ragazzi, 24% ragazze), mentre il 18% ha spaventato il/la partner con atteggiamenti violenti (21% ragazzi, 13% ragazze).
• Le richieste di controllo sono diffuse: al 44% è stato chiesto di non frequentare alcune persone (46% ragazzi, 41% ragazze), al 43% di non accettare contatti sui social (45% ragazzi, 41% ragazze); il 29% ha subìto minacce di gesti estremi in caso di rottura (30% ragazzi, 27% ragazze).
Sono soprattutto le ragazze a essere più vessate: il 66% ha subìto catcalling in strada o in luoghi pubblici; il 70% dice di sentirsi in pericolo quando è per strada, e quasi una su due evita di prendere i mezzi pubblici la sera da sola. I dati Istat lo confermano: il 37,6% delle ragazze tra i 16 e i 24 anni dichiara di aver subìto almeno una violenza fisica o sessuale negli ultimi cinque anni. Per reagire a queste situazioni, molte ragazze adottano strategie di prevenzione che finiscono per limitare la loro libertà: il 29% dice di scegliere abiti “non provocanti” per evitare attenzioni indesiderate, il 35% limita il consumo di alcol per ridurre il rischio di molestie o aggressioni, il 45% finge di essere al telefono mentre torna a casa, il 38% condivide la propria posizione con una persona di fiducia quando esce da sola.
Anche al di fuori delle relazioni, gli adolescenti affrontano, in molti casi, un clima di violenza pervasiva, sia online che offline:
• Il 49% degli adolescenti intervistati ha avuto almeno una volta paura di ricevere violenza da una persona coetanea o da un gruppo di coetanee/i.
• Il 37% ha ricevuto almeno una volta richieste di foto private da persone con cui non aveva un rapporto intimo.
• Il 63% (60% i ragazzi, 67% le ragazze) ha ricevuto commenti indesiderati sul corpo e prese in giro per l’aspetto fisico.
• Il 35% ha visto rivelato il proprio orientamento sessuale o le proprie scelte affettive da qualcuno senza il suo consenso.
La ricerca evidenzia anche comportamenti diffusi tra gli adolescenti che possono diventare situazioni di vulnerabilità:
• Il 28% ha avuto almeno una volta un incontro intimo occasionale dopo aver bevuto troppo, senza ricordare bene cosa fosse successo il giorno dopo (31% tra i ragazzi, 25% tra le ragazze).
• Il 40% ritiene diffuso tra i coetanei bere alcol in modo eccessivo per disinibirsi sessualmente.
• Il 23% segnala la partecipazione a giochi o sfide sessuali di gruppo e quasi 1 adolescente su 10 crede che queste sfide servano a sentirsi parte del gruppo o ad essere accettati, mentre il 31% ritiene che vengano sottovalutate le possibili conseguenze personali e sociali.
Migliora la consapevolezza ma non cambiano i comportamenti:
• Il 73% (78% le ragazze, 69% i ragazzi) ritiene che nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a condividere con il/la partner la password o la posizione.
• Il 62% (67% le ragazze, 58% i ragazzi) vede nel «controllo di abitudini e amicizie» una violazione della libertà che può trasformarsi in violenza.
• L’85% degli adolescenti intervistati parlerebbe con qualcuno in caso di violenza legata alla sfera sessuale o affettiva da parte di coetanei, e hanno fiducia nella famiglia, in particolare nella madre.
• Solo l’11% conosce il numero 1522, il servizio pubblico, gratuito e attivo 24/7, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per sostenere le donne vittime di violenza e stalking, in cui operatrici specializzate offrono ascolto, supporto psicologico/giuridico e orientamento verso centri antiviolenza, forze dell’ordine e strutture socio-sanitarie.
• Meno della metà degli adolescenti ha fatto educazione sessuo-affettiva a scuola. Per il 79% un corso obbligatorio di educazione sessuale a scuola sarebbe utile per contrastare la violenza di genere.
“I dati – commenta Save The Children nella nota che presenta il rapporto – dicono che è necessario rafforzare l’impegno di famiglie, scuole e istituzioni è fondamentale per accompagnare ragazze e ragazzi nella costruzione di relazioni affettive e sessuali sane, basate su rispetto, consenso e libertà, in un clima privo di stigma, discriminazioni e paure”.
