Uno studio pubblicato sulla rivista Health Economics che ha esaminato i dati sociodemografici e clinici di oltre 524.000 studenti svedesi di età compresa tra i 10 e i 15 anni lancia un allarme sulle valutazioni con voti. Secondo i ricercatori dell’Università di Lund, in Svezia, abbassare a 12 anni l’età in cui gli studenti iniziano a ricevere voti scolastici formali avrebbe effetti negativi sulla salute mentale, con sviluppo di disturbi “internalizzanti” come ansia e depressione, soprattutto tra le ragazze con rendimento scolastico basso o medio e con aumento dei disturbi legati all’alcol sia tra i maschi che tra le femmine. Per gli adolescenti, i voti possono essere percepiti come un valore punitivo.
