Un pensiero ai giovani alle prese con la Maturità 2026: vada come vada, vi rifarete!

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Si stanno avviando ormai alla chiusura i colloqui orali della Maturità 2026, dopo le date nazionali della prima prova (Italiano) il 18 giugno e della seconda prova il 19 giugno. Gli orali sono iniziati tra il 22 e il 24 giugno circa e la maggior parte delle commissioni conclude i lavori tra la prima e la seconda settimana di luglio, massimo la metà di luglio. Per gli studenti impegnati in quello che resta un momento importante della loro esistenza, 527.747 giovani in Italia, ecco il pensiero dello scrittore Eraldo Affinati, fondatore con la moglie Anna Luce Lenzi nel 2008 della scuola Penny per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati:

“La maturità continua a essere un rito di passaggio per i giovani, rivestendo un forte valore simbolico. L’abbandono del gruppo classe, ad esempio, rappresenta un’esperienza unica che assomiglia alla partenza del veliero dal porto verso il mare aperto. Cambiano i tempi, ma le emozioni sono sempre le stesse: si ha l’impressione di entrare nel mondo adulto, il che provoca ansia ma anche grande vitalità, come se finalmente si uscisse da uno spazio protetto, diretti verso l’orizzonte indecifrabile ma pieno di promesse. E’ però importante che i ragazzi vivano la maturità non come una prova di prestazione ma come un’occasione di crescita personale, perché la competizione fa male, i veri valori non sono i voti. La cultura umanistica resta fondamentale, in un mondo dominato dalla tecnologia. Ci consente di impugnare la rivoluzione digitale senza diventarne schiavi. La scuola dovrebbe saper esplorare i talenti degli adolescenti. Oggi grazie al cosiddetto “capolavoro”, vale a dire l’esperienza che il candidato è invitato a rappresentare alla commissione, i docenti hanno la possibilità di valutare competenze anche extrascolastiche. La scuola deve sforzarsi di essere uno strumento di mobilità sociale e di inclusione a discapito dell’influenza delle disuguaglianze di partenza. Agli studenti dico: Impegnatevi ma senza drammatizzare. Anche se non sarà andata come volete, avrete la possibilità di rifarvi più presto di quel che credete”.

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