Dal report 2025 realizzato dalla Fondazione Foresta ETS su 5.849 studenti delle scuole superiori italiane emerge che più di uno studente su quattro ha sperimentato episodi di bullismo o cyberbullismo.
Le femmine risultano più frequentemente vittime, i maschi più frequentemente autori.
Ad essere maggiormente colpiti sono coloro che vengono percepiti come diversi: la vulnerabilità li rende un bersaglio.
Tra i ragazzi vittime si osserva una maggiore prevalenza di sovrappeso/obesità; tra le ragazze la differenza è più contenuta ma confermata.
Accanto ai fattori corporei, pesano diversità nell’orientamento sessuale e identità di genere.
Tra i segnali di disagio che accompagnano la vittimizzazione, emergono solitudine e sofferenza psicologica.
Le ragazze colpite dichiarano più spesso di sentirsi sole (quasi una su due tra le ragazze, uno su tre tra i ragazzi); anche la pratica di autolesionismo è più frequente nelle ragazze vittime di bullismo e le ragazze hanno più spesso fatto ricorso a supporto psicologico.
La figura del bullo, specie maschile, si accompagna a una più alta propensione a condotte a rischio: uso di fumo, alcol e sostanze di abuso, pornografia online e sexting.
Conclude la Fondazione Foresta: “Non esistono solo bulli e vittime: esistono adolescenti in difficoltà che usano la rete, il corpo o la violenza per esprimere ciò che non riescono a dire.
Non bastano interventi punitivi: servono programmi di prevenzione che agiscano sull’empatia, sul rispetto e sulla gestione dei conflitti, integrando l’educazione digitale con il supporto psicologico.
Serve un’alleanza educativa stabile tra scuola, famiglia e territorio: riconoscere presto i segnali, offrire ascolto, costruire reti di protezione e di responsabilità”.
