Una poesia per un’adolescente suicida

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Riconoscimento speciale nella Rassegna artistico-letteraria Intercontinentale Stabia in Versi per la poesia “Chiara”, che affronta un tema devastante: il suicidio di un adolescente. Un evento inspiegabile perché accosta due parole che sembra assurdo vedere assieme, la morte e l’adolescenza, che è lo sbocciare della potenza della vita. Un dolore straziante, che lacera chi voleva bene al giovane suicida con interrogativi che non possono trovare una risposta definitiva, scontrandosi con l’impossibilità di conoscere completamente l’esperienza interiore di un’altra persona. Ci torturiamo di dubbi angosciosi. Domande che restano aperte per sempre. Una poesia non offre soluzioni. Non cancella il trauma. Esprime il dolore, perché possiamo guardarlo, contemplarlo, viverlo fuori di noi. E provare a perdonarci.

Ecco il testo.

Chiara….

Così giovane, così bella — perfetta
dentro e fuori,
un’anima rara.

Il tuo sorriso a metà, quegli sguardi
che sembravano cercare
oltre il volto.

L’incedere leggero, il parlare discreto,
le ciocche bionde mosse dal vento
dei tuoi vent’anni.

Così intelligente, colta, gentile,
era una gioia incontrarti,
parlarti.

E vedere nei tuoi occhi
la luce di un futuro che non conoscevamo-
che non ci sarà più.

Chiara, che cosa è successo?
Perché non me l’hai detto?
Perché, a vent’anni, sentirti già sazia di vita?

Ti avrei spiegato il mondo,
quanto avrebbe potuto essere migliore
se lo avessi abitato tu.

Perché ti sei tenuta tutto dentro
e sei fuggita via,
lasciandoci nel silenzio?

Nessuna sofferenza,
per quanto profonda,
giustifica questo vuoto incolmabile.

Il mondo, noi, non meritavamo di perderti.

Resta il tuo nome,
resta il vento.

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