Under 25 e infezioni sessuali: nel Lazio il 10% delle diagnosi colpisce gli adolescenti

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Nel Lazio, circa il 10% delle nuove diagnosi di infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) riguarda persone con meno di 25 anni. Le ragioni: gli adolescenti si avvicinano alla sessualità in età sempre più precoce, spesso attraverso contenuti e relazioni mediate dai social network e dalle piattaforme digitali; manca una formazione strutturata sull’educazione sessuale; hanno una percezione del rischio ancora limitata; hanno scarsa attitudine al testing. Se non riconosciute e trattate tempestivamente, le Ist possono provocare problemi di fertilità, infezioni croniche e complicanze che interessano diversi organi e apparati.

Una delle strategie che sta guadagnando attenzione è quella della peer education, cioè l’educazione tra pari. Il principio è semplice: i giovani tendono a recepire più facilmente informazioni e messaggi quando arrivano da coetanei formati e preparati. L’approccio supera il modello tradizionale della lezione frontale e punta invece a creare uno spazio di confronto in cui gli studenti partecipano in modo attivo. L’obiettivo non è soltanto trasferire informazioni, ma sviluppare consapevolezza, senso critico e capacità di prendere decisioni informate. In un contesto di responsabilità condivisa e dialogo aperto e non giudicante.

Un altro strumento è rendere disponibili test gratuiti, anonimi e facilmente accessibili. Vai all’articolo