Uso del vaccino anti-Hpv a nove componenti nel maschio e sviluppo di patologia oncologica

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Si stima che fino al 65%-70% dei maschi contragga un’infezione da uno o più ceppi di HPV (oncogeni e non) durante l’arco della vita. Nel maschio i condilomi anogenitali sono la più frequente manifestazione dell’infezione mentre la patologia neoplastica, più frequente nella donna, è sicuramente un poco meno comune. L’80%-95% delle neoplasie anali, almeno il 50% delle neoplasie del pene e il 45%-90% delle neoplasie della testa e del collo dei soggetti di sesso maschile derivano da una infezione da HPV. Il vaccino anti HPV più recente a 9 componenti contiene, tra gli altri, anche i ceppi 6, 11, 16 e 18 che si sa essere i responsabili principali delle patologie HPV-correlate (6 e 11 per i condilomi, 16, 18 per i tumori).

Gli autori hanno calcolato, con uno studio retrospettivo multicentrico di coorte, la frequenza di comparsa di tumori della testa e del collo, dell’esofago, dell’ano e del pene in oltre un milione di soggetti di età compresa tra 9 e 26 anni, seguiti fino a 10 anni. Rispetto al gruppo non vaccinato, quello vaccinato ha mostrato un rischio di comparsa dei tumori HPV dipendenti significativamente inferiore. Purtroppo, l’uso del vaccino HPV nel maschio resta ancora largamente insufficiente e ben lontano dall’assicurare una copertura del 95%, considerata l’obiettivo ideale.

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