Il cyberbullismo tra gli adolescenti è in crescita, sulla base dei dati di Espan Italia: nel 2024, oltre 1 milione di studenti tra i 15 e i 19 anni ha subito episodi online, mentre il 32% dichiara di aver preso parte almeno una volta ad azioni di cyberbullismo.
La violenza digitale può avere ripercussioni profonde e durature sulla salute mentale, favorendo ansia, stress, depressione, perdita di autostima e isolamento sociale. Può inoltre interferire con la vita scolastica e con le relazioni tra coetanei, rendendo necessaria una risposta coordinata e condivisa tra scuole, famiglie, istituzioni e società civile.
Una strategia efficace richiede educazione digitale, un ascolto precoce dei segnali di disagio e il coinvolgimento attivo di adulti di riferimento in reti di protezione, in grado di prevenire l’escalation dei comportamenti aggressivi e di sostenere tempestivamente le vittime.
Le discriminazioni sono spesso legate all’aspetto fisico, alla cultura o all’identità sessuale. Tra i ragazzi, gli attacchi risultano più frequentemente visibili, diretti e pubblici; tra le ragazze, tendono ad essere più indiretti e relazionali, con strategie sottili e socialmente mirate, come emarginazione, pettegolezzi o commenti denigratori in privato.
