L’uso di smartphone, tablet e social da parte dei minori preoccupa per gli effetti dimostrati in diversi studi su sonno, processi cognitivi, sviluppo emotivo/relazionale e salute mentale. Nel 2024 la Oxford University ha incoronato parola dell’anno l’espressione “brain-rot”, che significa “cervello macerato” dal digitale. Il 15 aprile 2026 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che un’app europea per la verifica dell’età è tecnicamente pronta e sarà presto disponibile per subordinare l’accesso alle piattaforme online alla dimostrazione della propria età. In Australia una nuova norma entrata in vigore il 9 dicembre 2025 stabilisce che i ragazzi sotto i 16 anni non possono accedere o aprire account su YouTube, TikTok, Facebook, Snapchat, Instagram, X, Reddit, Twitch e Threads. Previste multe milionarie per le aziende che non rispettino il divieto. Neppure i genitori possono dare il consenso per derogare al divieto. La Francia ha approvato il 21 luglio 2026 una legge che vieta l’accesso ai social network ai minori di 15 anni. La misura sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° settembre 2026 ma il Consiglio costituzionale francese ha censurato l’articolo 1 della legge ritenendo che il divieto producesse un’ingerenza nella libertà di espressione e comunicazione. Si attende un nuovo testo della legge sul divieto dei social per gli under 15 nel più breve tempo possibile. In Italia, è stata presentata il 23 luglio al Senato su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi la proposta di legge “Disposizioni per la regolamentazione dell’esposizione ai dispositivi digitali nei bambini e nelle bambine da zero a tre anni a tutela del loro sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale e per la promozione di un graduale accesso al loro utilizzo durante la minore età”, promossa dalla Società italiana di pediatria e Fondazione Terre des Hommes Italia Ets. Il disegno di legge prevede niente smartphone, tablet e altri dispositivi digitali sotto i tre anni, più sostegno ai genitori fin dalla gravidanza e servizi per la prima infanzia senza schermi. Il testo, sostenuto in maniera bipartisan da parlamentari di tutti i gruppi politici, punta a introdurre Linee guida nazionali sull’esposizione agli schermi dei bambini e bambine, codificandola come prassi estremamente dannosa e da evitare entro i tre anni di vita.
