Sull’ultimo numero della Rivista Italiana di Medicina dell’Adolescenza Volume 23, n. 2/3, 2025, Edizioni ScriptaManent, è pubblicato l’articolo originale: “Gigantomastia peripuberale benigna. Management e ruolo della triptorelina”.
Gli autori (Alice Grelloni, Francesca Pellini, Alessandra Invento, Luigi Gallici, Maddalena Marcanti, Alessandro Perini, Rossella Gaudino) dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona / Università di Verona descrivono un caso di gigantomastia peri-puberale benigna, condizione rara ma gravemente invalidante, che evidenzia l’importanza di un approccio multidisciplinare.
La repentina crescita mammaria in una paziente pre-menarca, con i suoi impatti fisici e psicologici, mostra quanto sia fondamentale l’integrazione tra competenze cliniche, chirurgiche e psicologiche. La segnalazione dell’utilità della triptorelina aggiunge un tassello prezioso alla gestione terapeutica.
La gigantomastia peripuberale benigna è una rara condizione clinica, estremamente invalidante, caratterizzata da ipertrofia incontrollata della ghiandola mammaria che si verifica con l’inizio della pubertà. Spesso di natura idiopatica, sembra correlata a un’aumentata sensibilità agli estrogeni del tessuto mammario. La crescita avviene in un periodo di tempo ridotto (circa 6 mesi) ed è causa di dolorabilità del seno, iperemia e irritazione, con importante disagio psicologico e disturbi posturali e di movimento.
Il caso riporta la storia clinica di una paziente di 10 anni, ancora senza menarca, con repentina e ingravescente crescita del seno, associata a edema ed eczema dei capezzoli, secrezioni e arrossamento cutaneo. La presa in carico ha richiesto un’équipe multidisciplinare, con supporto farmacologico, chirurgico, psicologico e familiare. In particolare, è stata riportata l’utilità della triptorelina nella gestione di questa rara condizione patologica.
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