Un progetto contro il cyberbullismo in Lazio

Il fenomeno del cyberbullismo rappresenta una criticità emergente per la sanità pubblica, con effetti significativi sul benessere psicologico e relazionale degli adolescenti, in particolare nella fascia di età compresa tra gli 11 e i 15 anni. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la prevenzione passa dalla capacità di riconoscere precocemente i segnali di disagio e di contrastare l’isolamento delle vittime, attraverso un’alleanza strutturata tra sistema sanitario, scuola e famiglie.

“La salute dei più giovani è anche benessere digitale”, sottolinea il presidente dell’ISS, Rocco Bellantone, evidenziando l’importanza di formare genitori, insegnanti e operatori sanitari con strumenti basati su evidenze scientifiche per intercettare tempestivamente situazioni di rischio. Da queste premesse nasce il modello integrato di prevenzione Educatamente 2.0, che mette in rete sanità territoriale, istituzioni scolastiche e ambito accademico.

Il progetto è coordinato dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1, in collaborazione con il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità e con il Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma. Per la Asl Roma 1, l’iniziativa rappresenta un esempio di utilizzo dell’innovazione tecnologica a supporto della tutela della salute degli adolescenti.

L’Istituto Superiore di Sanità curerà percorsi di formazione a distanza rivolti agli operatori sanitari e webinar tematici per insegnanti e genitori. I contenuti formativi saranno orientati all’identificazione precoce dei comportamenti problematici, alla promozione dei fattori di protezione – come autostima e uso consapevole delle tecnologie digitali – e alla gestione integrata dei casi di cyberbullismo, intervenendo sia sulle vittime sia sugli autori delle condotte.

Accanto alla formazione, Educatamente 2.0 prevede la sperimentazione di interventi psicoeducativi nelle scuole basati sull’utilizzo della realtà virtuale. Il Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma svilupperà un modello evidence based che sarà applicato, a partire dal prossimo anno scolastico, in alcune scuole secondarie del territorio della Asl Roma 1. Attraverso l’uso di visori, gli studenti verranno immersi in scenari di cyberbullismo realmente accaduti, ricostruiti con il supporto della Polizia Postale, con l’obiettivo di favorire una comprensione più profonda delle conseguenze emotive e relazionali delle condotte online.

Le esperienze immersive saranno accompagnate da momenti di confronto e riflessione guidata, condotti dagli operatori del progetto. Questo passaggio è ritenuto fondamentale per trasformare l’impatto emotivo dell’esperienza in consapevolezza e responsabilità, promuovendo comportamenti digitali più attenti e rispettosi. Sono inoltre previsti interventi selettivi rivolti a ragazzi e giovani adulti già segnalati o coinvolti in comportamenti illeciti online.

Il progetto è dotato di un sistema di monitoraggio e valutazione che consentirà di misurare l’impatto delle attività formative e degli interventi nelle scuole. I risultati potranno costituire la base per una possibile estensione del modello a livello nazionale.

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Cene in famiglia: un gesto semplice che aiuta a tenere i ragazzi lontani dalle dipendenze

Uno studio americano su 2.090 adolescenti tra i 12 e i 17 anni mostra che cene familiari regolari riducono il consumo di alcol, sigarette elettroniche e cannabis negli adolescenti. Il dato si associa a un rafforzamento di dialogo, ascolto, fiducia e presenza genitoriale. Sedersi insieme favorisce routine stabili, rafforza il legame genitore-figlio e rende più facile intercettare segnali di disagio.

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