Sempre più adolescenti chiedono all’intelligenza artificiale di creare una dieta personalizzata per dimagrire. E i chatbot rispondono, in pochi secondi, con menù dettagliati e schemi alimentari completi. Un gruppo di ricercatori della Facoltà di Scienze della Salute dell’Università Atlas di Istanbul ha analizzato cinque chatbot molto diffusi online, scoprendo differenze significative rispetto alle indicazioni scientifiche.
I risultati riaccendono il dibattito sull’uso dei sistemi digitali nella salute dei più giovani. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Nutrition. Secondo i dati emersi, i piani generati dai chatbot possono portare a un apporto calorico molto più basso rispetto a quello suggerito dagli specialisti: la differenza media osservata equivale a circa un pasto completo in meno al giorno, per un totale di quasi 700 calorie.
Oltre alla stima delle calorie, lo studio ha analizzato anche la distribuzione dei macronutrienti, cioè proteine, lipidi e carboidrati. Anche in questo caso sono emerse differenze consistenti rispetto alle indicazioni dei professionisti: i modelli di IA raccomandavano circa 20 grammi di proteine in più. In particolare, le proteine arrivavano a rappresentare tra il 21% e il 24% dell’apporto energetico totale invece del 15-20%; veniva inoltre indicata una quota di grassi più elevata del consigliato, con valori compresi tra il 41% e il 45% dell’energia totale invece del 30-35%; la quantità di carboidrati risultava invece significativamente più bassa, di circa 115 grammi in meno.
Queste discrepanze risultano particolarmente critiche in adolescenza, una fase molto delicata dal punto di vista nutrizionale. In questi anni avvengono crescita fisica, sviluppo osseo e maturazione cognitiva, processi che richiedono un apporto energetico adeguato. Schemi alimentari troppo restrittivi o sbilanciati possono influenzare metabolismo, composizione corporea e comportamenti alimentari.
