Voce della Sanità fa il punto sulla prossima stagione influenzale con il pediatra Carlo Alfaro: «La stagione influenzale 2025-26 potrebbe rivelarsi impegnativa, forse persino più dura di quella appena trascorsa, considerata la più violenta degli ultimi vent’anni.
Per capire che influenza arriverà in Italia – spiega Alfaro – guardiamo a quello che accade sei mesi prima nell’emisfero australe, dove la stagione epidemica precede la nostra.
Australia, Sud Africa e diversi Paesi dell’America Latina sono il nostro ‘cristallo di vetro’. Quest’anno, in Australia, abbiamo visto un’influenza di una violenza eccezionale» ammonisce il Pediatra che poi ricorda: «Ogni anno l’influenza porta con sé un carico enorme per il sistema sanitario.
In Italia, con una popolazione anziana e fragile, la situazione è ancora più critica, come abbiamo visto con il Covid-19. Non c’è poi solo l’influenza ma anche altri virus respiratori da tenere d’occhio, compreso il Covid, con la nuova variante Stratus altamente diffusiva, ma oggi l’influenza supera il Covid per numero di casi, ricoveri e decessi».
«Quest’anno – chiarisce – ci aspettiamo la circolazione dei ceppi A/H1N1, A/H3N2 e B/Victoria. Proprio il B/Victoria potrebbe causare molti contagi perché la popolazione ha una scarsa copertura immunitaria contro questo virus».
«La rete dei medici sentinella – spiega – è fondamentale. Pediatri e medici di famiglia reclutati dalle Regioni, all’interno della rete RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, monitorano in tempo reale la circolazione dei virus».
La prevenzione?
«La prima regola – ammonisce Alfaro – è restare a casa quando si è malati. Poi ci sono le misure di igiene e uno stile di vita sano». «Il vaccino antinfluenzale – ricorda – resta l’arma più importante.
Le formulazioni per la stagione 2025-26 contengono i ceppi attesi e possono ridurre sensibilmente l’impatto sanitario, sociale ed economico dell’epidemia, soprattutto proteggendo i più fragili.
I bambini sono tra i più colpiti dall’influenza e anche i principali diffusori. Per questo la vaccinazione è raccomandata dai sei mesi ai sei anni. Oltre ai bambini – spiega – il vaccino è raccomandato per le persone over 60, le donne in gravidanza, i soggetti immunodepressi o con patologie croniche, i lungodegenti, i bambini e adolescenti in terapia con acido acetilsalicilico.
È consigliato anche a chi svolge professioni a contatto con soggetti fragili o animali, come operatori sanitari, forze dell’ordine, allevatori, veterinari e macellatori, oltre a donatori di sangue e caregiver».
I dati di copertura – osserva Alfaro – restano troppo bassi̲. Aumentare la copertura – conclude – significa non solo proteggere i singoli, ma anche creare immunità di gregge che difende i più vulnerabili, come i neonati sotto i sei mesi che non possono vaccinarsi».
Quando vaccinarsi?
«Il momento ideale – raccomanda Alfaro – è tra metà e fine novembre, perché il vaccino diventa efficace dopo due settimane. Ma la vaccinazione resta utile in qualsiasi fase della stagione, anche se si sono già avute forme simil-influenzali».
