Diabete tipo 1. La nuova sfida è la libertà dall’insulina

Nel diabete di tipo 1 la sfida della ricerca oggi è ottenere una vita il più possibile libera dal peso della malattia. In un ampio editoriale pubblicato su Lancet, dal titolo “Nel diabete di tipo 1 non basta più parlare di sopravvivenza. Dobbiamo iniziare a parlare di libertà”, il professor Lorenzo Piemonti, Direttore dell’Istituto di Ricerca sul Diabete del San Raffaele di Milano e già coordinatore scientifico della Società Italiana di Diabetologia, spiega che oggi il diabete di tipo 1 è diventato una malattia “cronica degenerativa” ma non l’abbiamo guarita.

“Guarire”, secondo l’autore, significa liberare i pazienti dalle somministrazioni di insulina. In futuro avremo sempre più strategie in grado di rallentare o di bloccare l’evoluzione della malattia prima che diventi insulino-dipendente. Questo significa agire nella fase immunologica della malattia, quella che precede la comparsa dell’iperglicemia: il diabete di tipo 1, prima di essere una malattia metabolica, è una malattia immunologica.

Per ora abbiamo a disposizione il teplizumab, ma in futuro avremo più strumenti per intervenire in questa fase della malattia. Per le persone che non risponderanno a queste terapie immunologiche o che non saranno state intercettate nella fase adeguata per somministrarle, potremo agire con la sostituzione e la rigenerazione delle cellule che producono insulina.

I primi prodotti cellulari derivati da cellule staminali sono oggi in sperimentazione clinica avanzata e potrebbero aprire la strada alle prime terapie disponibili nei prossimi anni.

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