Disagio mentale in età evolutiva, è emergenza: raddoppiano le prescrizioni di psicofarmaci

Il Rapporto OsMed dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) certifica un aumento dell’uso di psicofarmaci tra bambini e adolescenti: la prevalenza è più che raddoppiata dal 2016 (dallo 0,26% della popolazione pediatrica nel 2016 allo 0,57% nel 2024). I consumi risultano più elevati nella fascia 12-17 anni, dove la prevalenza raggiunge l’1,17% e i consumi superano le 129 confezioni per mille ragazzi, confermando l’adolescenza come fase di massima vulnerabilità.

Nel 2024 circa un minore su 175 ha ricevuto almeno una prescrizione di psicofarmaci: oltre 4,6 milioni di bambini e adolescenti, pari a circa la metà della popolazione pediatrica. Le classi terapeutiche più prescritte includono antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’ADHD.

Non si tratta di una dinamica emergenziale legata al Covid-19, ma di un cambiamento profondo e duraturo. In questo contesto, risulta necessaria una maggior presa in carico del territorio, con continuità assistenziale e percorsi strutturati per l’età evolutiva.

La Legge di Bilancio 2026 introduce risorse vincolate per rafforzare la salute mentale in età evolutiva nell’ambito del Piano di azione 2025-2030. Tra i capitoli centrali del Piano rientra il coinvolgimento della scuola, chiamata a svolgere un ruolo chiave nella prevenzione del bullismo e nel riconoscimento precoce del disagio. Resta cruciale anche la transizione dai servizi per minori a quelli dell’età adulta, uno dei passaggi più critici per i ragazzi con fragilità psichiche.

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