Un ampio studio condotto dall’Università della California di San Diego sui dati di 11.036 partecipanti coinvolti nell’Adolescent Brain Cognitive Development (ABCD) Study, il più grande progetto longitudinale statunitense dedicato allo sviluppo cerebrale dei giovani e pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha individuato un’associazione tra l’uso di cannabis in adolescenza e un rallentamento nello sviluppo cognitivo.
La ricerca ha seguito ragazzi dai 9-10 anni fino ai 16-17, monitorando capacità cognitive e consumo di sostanze attraverso questionari e test biologici su capelli, saliva e urine.
Gli effetti dell’uso di cannabis riguardano in particolare memoria, attenzione, linguaggio e velocità di elaborazione mentale. I ricercatori hanno evidenziato una sorta di “frenata” nello sviluppo naturale del cervello dovuta all’esposizione alla sostanza, in una fase vulnerabile di intensa riorganizzazione neuronale, in cui memoria, controllo dell’attenzione, pianificazione e capacità decisionali si affinano rapidamente.
