Fabio Pellerano, educatore professionale, esperto nel trattamento del disturbo da gioco d’azzardo e saggista, affronta nell’intervista di Gigliola Alfaro il tema delle scommesse su un evento sportivo.
“Purtroppo le scommesse rovinano il senso della passione per lo sport. Le scommesse sul calcio esistono dal 1946 con il Totocalcio, ma erano un corollario all’evento calcistico, ora c’è il gioco d’azzardo”.
Secondo Pellerano, complici del fenomeno sarebbero i pesanti investimenti pubblicitari, il ruolo dei tipster (una sorta di “influencer” per le scommesse, che online o tramite Telegram suggeriscono su quali partite puntare e poi condividono i loro “successi” con i follower), nonché il ricorso all’Intelligenza artificiale.
Il mercato non si arresterebbe neppure di fronte agli scandali periodici che emergono, come il “Calcioscommesse”, le combine o gli sportivi che dichiarano di avere un disturbo da gioco d’azzardo. Oggi, inoltre, si scommette anche sugli e-sport.
Un ulteriore elemento segnalato è il cross-selling, cioè la possibilità di dirottare gli scommettitori online verso altri giochi da casinò. Pellerano richiama anche la manovra di Bilancio 2026, che introdurrebbe un nuovo gioco d’azzardo simile al Superenalotto e destinato a finanziare proprio il CONI (il Comitato olimpico nazionale italiano).
In conclusione, Pellerano sottolinea che la scommessa sportiva—così come gli altri prodotti d’azzardo—sia stata di fatto normalizzata come attività ricreativa legittima, distogliendo l’attenzione dal fatto che può creare dipendenza e dai danni correlati.
