I videogiochi possono allenare il cervello? Le nuove evidenze su memoria e attenzione

Il rapporto tra videogiochi e salute del cervello è da anni al centro di un confronto scientifico acceso. Da un lato, i videogiochi sono spesso percepiti come una forma di intrattenimento potenzialmente passiva o problematica, non troppo distante da altre abitudini digitali considerate poco salutari, come lo scorrimento continuo dei social media o il consumo prolungato di contenuti televisivi. Dall’altro lato, però, molti videogiochi richiedono attenzione, rapidità decisionale, coordinazione, memoria di lavoro, pianificazione e capacità di adattarsi a situazioni complesse. Proprio questa natura interattiva ha portato diversi ricercatori a considerarli possibili strumenti di allenamento cognitivo.

Una revisione sistematica e meta-analisi su 20 anni di studi -tra gennaio 2005 e agosto 2025- pubblicata su Acta Psychologica evidenzia che i videogiochi potrebbero favorire memoria, abilità spaziali e attenzione visiva, ma gli effetti restano contenuti. In totale, i ricercatori hanno preso in esame 133 studi, per un campione complessivo di 14.245 partecipanti. Nel complesso, l’associazione tra videogiochi e prestazioni cognitive è risultata positiva, ma debole.

Tra i diversi domini analizzati, la memoria è quello che ha mostrato l’associazione più coerente. Secondo gli autori, una possibile spiegazione è che molti videogiochi richiedano un uso frequente e prolungato di processi mnemonici.

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