Il 26 marzo 2026, il Comitato Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha adottato una nuova Politica sulla Protezione della Categoria Femminile nello Sport Olimpico, che prevede lo screening genetico obbligatorio del gene SRY per tutte le donne e le ragazze che partecipano agli eventi olimpici, comprese le Olimpiadi Giovanili. Contestualmente, il CIO ha pubblicato un documento di Domande Frequenti (FAQ) per illustrarla a giornalisti, federazioni sportive e pubblico, composta di sei categorie di affermazioni più una settima sezione che affronta la dimensione della tutela dei minori. Humans of Sport ha sviluppato una revisione critica delle FAQ del CIO:
1: “Lo screening SRY è il metodo più accurato e meno invasivo per verificare il sesso biologico”. L’esame si svolge attraverso semplice tampone buccale, ma non consente di valutare l’universo delle condizioni di variazioni congenite delle caratteristiche sessuali. Ci dice solo se il gene è presente o meno. Non fornisce informazioni sul funzionamento del gene SRY, sulla formazione dei testicoli, sulla produzione di testosterone e, in caso affermativo, sulla sua effettiva utilizzabilità da parte dell’organismo. Nessun singolo gene determina le caratteristiche legate al sesso.
2: “La politica è basata su prove e guidata dalla scienza”. Si contesta che non esistono prove peer-reviewed che colleghino SRY alle prestazioni atletiche. il test SRY “non fornisce alcuna informazione specifica in merito al miglioramento delle prestazioni.
3: “Le donne transgender e le atlete con DSD XY hanno le stesse caratteristiche biologiche”. In realtà non è così. Le DSD sono estremamente eterogenee. IL CIO prevede eccezione solo per le persone con CAIS (sindrome da insensibilità completa agli androgeni) che presentano cromosomi XY, il gene SRY, testicoli e testosterone, ma il loro organismo non ha alcuna risposta funzionale al testosterone, a causa dell’insensibilità al recettore degli androgeni. Ma molte altre condizioni DSD comportano variabilità degli ormoni e dei caratteri sessuali secondari.
4: “Gli atleti transgender non sono esclusi dai Giochi Olimpici e da altri eventi”. Ma la reintroduzione dei test genetici obbligatori per la determinazione del sesso avrà conseguenze significative per gli atleti transgender e per gli atleti con variazioni intersessuali. Alcune organizzazioni sportive hanno proposto una terza categoria, aperta alle donne e alle ragazze transgender. In pratica, tuttavia, sembra improbabile che le donne e le ragazze transgender partecipino in tali condizioni.
5: “Il processo di consultazione è stato ampio e rappresentativo”. Anche questo viene contestato.
6: “Non ci sono problemi legali significativi”. Invece c’è molta giurisprudenza contraria. L’Articolo 12 della Convenzione di Oviedo (Consiglio d’Europa, 30 Stati ratificanti) afferma che i test genetici possono essere eseguiti solo per scopi sanitari o per la ricerca scientifica connessa alla salute. L’idoneità sportiva non rientra in nessuna di queste categorie. Le leggi nazionali sui test genetici in Austria, Francia, Norvegia e Svizzera vietano i test genetici a meno che non abbiano uno scopo diagnostico o terapeutico. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’UE vieta il trattamento dei dati genetici, salvo in circostanze molto limitate, nessuna delle quali si applica ai test genetici obbligatori per la determinazione del sesso nello sport. La legge canadese sulla non discriminazione genetica e la legge statunitense sulla non discriminazione delle informazioni genetiche vietano di subordinare l’accesso ai servizi ai test genetici. Anche la Convenzione europea dei diritti dell’uomo negli articoli 8 e 14 promulga diritto alla vita privata e divieto di discriminazione. Una dichiarazione congiunta di oltre 69 giuristi ed esperti ha concluso che i test genetici obbligatori per la determinazione del sesso costituiscono una restrizione sproporzionata dei diritti alla privacy, alla non discriminazione e all’integrità fisica e psicologica.
7: “Si tratta di misure di salvaguardia specifiche per i minori”. Si contesta che i test obbligatori sul sesso crescono ostacoli alla partecipazione delle ragazze invece di rimuoverli. Inoltre, i test genetici sui minori senza finalità sanitarie sono vietati dal diritto internazionale. Il test SRY per l’idoneità sportiva non ha alcuno scopo sanitario per il bambino sottoposto al test.
