Il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Ghebreyesus hanno firmato un commento pubblicato da Project Syndicate in cui affermano che le tecnologie digitali offrono opportunità ai giovani – possono favorire l’apprendimento, migliorare la comunicazione, ampliare l’accesso ai servizi sanitari, soprattutto per chi vive in aree remote o colpite da crisi umanitarie, rappresentare luoghi di creatività, appartenenza e inclusione, in particolare per i giovani che sperimentano isolamento nella vita offline- ma espongono anche a rischi per salute, sviluppo e benessere.
Dai social media ai videogiochi, fino all’intelligenza artificiale generativa, gli ambienti digitali stanno ridefinendo il modo in cui le nuove generazioni imparano, giocano e costruiscono relazioni. L’esposizione ripetuta a contenuti stereotipati, sessualizzati, violenti o discriminatori può influenzare il modo in cui i minori percepiscono sé stessi e il mondo.
Allo stesso tempo, gli algoritmi tendono sempre a privilegiare contenuti capaci di catturare l’attenzione piuttosto che informazioni accurate, favorendo la diffusione di contenuti fuorvianti anche in ambito sanitario. Altre criticità sono legate alla raccolta e all’utilizzo dei dati personali, in particolare quando vengono impiegati per attività di profilazione e marketing mirato.
Le evidenze disponibili associano un’eccessiva esposizione agli ambienti digitali a un aumento di ansia, depressione, disturbi del sonno, aggressività e, nei casi più gravi, suicidarietà, soprattutto tra gli adolescenti più vulnerabili. Le piattaforme possono inoltre favorire la promozione di prodotti dannosi, come tabacco, alcol e gioco d’azzardo.
L’utilizzo di social media, videogiochi e strumenti di intelligenza artificiale può accentuare la solitudine, sostituire le relazioni nella vita reale e contribuire alla sedentarietà e alla riduzione del sonno, fattori di rischio noti per le malattie non trasmissibili.
Per tutti questi motivi la regolamentazione del web è una priorità di salute pubblica. L’Australia ha introdotto il primo divieto al mondo all’accesso alle piattaforme prima dei 16 anni; in Francia è in corso l’iter legislativo per vietare l’accesso ai social media ai minori di 15 anni. In tal senso si stanno muovendo Indonesia, Spagna, Irlanda, Regno Unito, Canada.
Il messaggio conclusivo è netto: i bambini e i giovani non siano cavie, né merce, del mercato digitale.
