Aumentano le richieste ai Medici di prescrizioni off label di farmaci agonisti del GLP-1 (es. semaglutide, liraglutide) e di agonisti dei recettori GLP-1/GIP (tirzepatide) per “mantenersi in forma” e cresce l’acquisto autonomo di dispositivi per monitorare la glicemia da parte di persone sane. Il tutto, secondo quanto riportato dal British Medical Journal, rientra in quella che viene definita “la cultura del wellness a tutti i costi”: un’ossessione per il benessere che può nascondere numerosi rischi.
I rischi fisici includono quelli associati ai farmaci usati per la perdita di peso, tra cui nausea, vomito, diarrea o stitichezza e pancreatite acuta. A questi si sommano possibili conseguenze psicologiche, come l’adozione di diete sbilanciate, lo sviluppo di pensieri ossessivi sul cibo e sull’aspetto esteriore, fino a ansia o ipocondria.
