L’obesità in adolescenza è una malattia cronica complessa, progressiva e recidivante, influenzata da fattori genetici, ambientali, metabolici, psicologici e sociali, che richiede una presa in carico strutturata e l’utilizzo di tutti gli strumenti terapeutici disponibili. È questo il principio alla base della prima linea guida nazionale dedicata alla terapia del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti tra i 12 e i 18 anni, pubblicata nel Sistema nazionale linee guida dell’Istituto superiore di sanità. Il documento segna un cambio di paradigma nella gestione dell’eccesso ponderale in età adolescenziale: l’intervento non si limita più alla modifica dello stile di vita, ma comprende, quando indicato, anche terapie farmacologiche e chirurgiche, all’interno di percorsi personalizzati e multidisciplinari.
Secondo i dati della World Health Organization European Childhood Obesity Surveillance Initiative (Cosi) 2022-2024, nella Regione europea dell’Oms il sovrappeso e l’obesità interessano rispettivamente il 24,9% e il 7,1% dei ragazzi tra i 10 e i 19 anni. A livello globale, secondo la World Obesity Federation, entro il 2030 potrebbero essere circa 254 milioni i bambini e gli adolescenti con obesità. Una condizione che aumenta il rischio di sviluppare numerose complicanze già in giovane età, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, alterazioni dei lipidi, problemi osteoarticolari, steatosi epatica e un aumento del rischio oncologico nel lungo periodo. A queste conseguenze si aggiungono gli effetti sulla salute mentale, sulla qualità della vita e sulle relazioni sociali.
La nuova linea guida nasce proprio dalla necessità di fornire ai professionisti sanitari indicazioni condivise e basate sulle migliori evidenze disponibili, garantendo maggiore uniformità nell’accesso alle cure su tutto il territorio nazionale. Il documento è stato promosso dall’Ame con il contributo delle principali società scientifiche italiane coinvolte nella gestione dell’obesità adolescenziale.
Tra gli elementi innovativi del documento c’è anche l’introduzione della prospettiva della salute planetaria (Planetary Health), con una valutazione dell’impatto ambientale delle raccomandazioni in una visione One Health.
