“Oltre lo sguardo”: una guida per una Pediatria che sa accogliere la diversità

Una domanda posta con delicatezza può aprire uno spazio di fiducia. Una parola sbagliata può invece far sentire un bambino, un adolescente o la sua famiglia fuori posto. Nasce da questa consapevolezza “Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente” (2026, 40 pagine), una guida pediatrica gratuita realizzata dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) e dall’Associazione Culturale Pediatri (ACP) che offre indicazioni scientifiche e strumenti pratici a pediatri, ma anche a genitori, insegnanti, educatori e personale socio-sanitario. Il punto di partenza è che curare non significa soltanto formulare una diagnosi o prescrivere una terapia. Significa anche vedere la persona che si ha davanti, ascoltarne la storia e creare uno spazio nel quale possa sentirsi al sicuro. Riconoscersi “diversi” dalla maggioranza e sentirsi discriminati in famiglia, a scuola, perfino nei servizi sanitari può incidere sull’autostima, sul benessere psicologico e sulla fiducia negli adulti e nelle istituzioni. Per questo il pediatra, grazie al rapporto continuativo costruito con bambini e famiglie, può diventare una figura fondamentale di ascolto e orientamento. Non deve avere tutte le risposte, ma deve conoscere le parole corrette, saper riconoscere eventuali situazioni di sofferenza e indirizzare, quando necessario, verso professionisti e centri competenti. Le persone con identità di genere e orientamenti sessuali minoritari non sono casi clinici o di strumentalizzazione ideologica: sono persone, con le loro storie, esperienze, difficoltà e sofferenze. Accogliere significa ascoltare senza giudicare, rispettare la persona e cercare insieme le competenze necessarie. I messaggi fondamentali di “Oltre lo sguardo”:

1. L’identità sessuale fa parte dell’identità personale. Comprende il corpo, l’identità e l’espressione di genere e l’orientamento affettivo e sessuale.

2. Sesso e genere non sono sinonimi. Il sesso riguarda le caratteristiche biologiche; il genere comprende significati, ruoli e aspettative culturali.

3. L’identità di genere è la percezione profonda che una persona ha di sé.

4. Espressione e ruolo di genere non devono diventare gabbie. Abiti, giochi, colori e comportamenti sono liberi. Gli stereotipi limitano la crescita.

5. L’orientamento affettivo e sessuale può assumere forme diverse. Le terapie che cercano di modificarlo sono prive di fondamento e dannose.

6. Varianza e disforia di genere non sono la stessa cosa. La prima non è una patologia; la seconda indica una sofferenza che può richiedere un accompagnamento specialistico.

7. Il coming out appartiene alla persona. Deve essere sostenuto e protetto, mentre l’outing, cioè la rivelazione senza consenso, è una violenza.

8. Le persone intersex hanno diritto all’integrità del proprio corpo. Gli interventi non urgenti devono rispettare il loro futuro diritto all’autodeterminazione.

9. Le famiglie omogenitoriali sono famiglie. Il benessere dei figli dipende dalla qualità delle relazioni e non dall’orientamento sessuale dei genitori; il vero rischio è il rifiuto sociale.

“Oltre lo sguardo” invita a considerare che la prima forma di cura consiste proprio nel far sentire qualcuno visto, ascoltato e accolto.

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