Rapporto Caritas: povertà e salute mentale in Italia. Adolescenti e donne ad alto rischio

Il Rapporto CaritasPovertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati” propone una lettura approfondita e causale del legame tra condizioni socio-economiche, indigenza, precarietà lavorativa, disagio abitativo, isolamento ed esclusione e il malessere psichico: povertà e salute mentale si influenzano reciprocamente in una dinamica circolare che produce disuguaglianze e fragilità lungo l’intero arco di vita, incidendo sull’accesso alle cure e sulla qualità della presa in carico.

Le stime indicano che la prevalenza di almeno un disturbo mentale nel corso della vita varia tra 18,6% e 28,5%. La depressione maggiore interessa fino al 17% della popolazione nell’arco della vita; i disturbi d’ansia raggiungono l’11–17%. I disturbi psicotici presentano una prevalenza stabile pari a 3–6 casi ogni 1.000 abitanti.

Tra il 2019 e il 2023, gli utenti adulti dei servizi psichiatrici sono passati da 826.000 a 854.000. Emerge un marcato divario di genere, con maggiore incidenza di ansia e depressione tra le donne. Adolescenti e giovani risultano il segmento più esposto.

L’Indice di salute mentale dell’Istat si attesta nel 2024 a 68,4 su 100, ma è la fascia 14–19 anni che registra il calo più marcato rispetto al 2016, con una riduzione più accentuata tra le ragazze.

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