Vaccini in adolescenti: coperture insufficienti per Meningite B e Hpv

A Roma in occasione dell’incontro scientifico-istituzionale “Fare prevenzione fra strategia e consapevolezza: la coscienza della vaccinazione. Il futuro è nelle nostre mani” si è evidenziato che per la Meningite B e il Papillomavirus umano (Hpv) la copertura vaccinale negli adolescenti è ancora insufficiente e disomogenea.

La Meningite B è tra le infezioni batteriche più gravi, con una letalità che varia dal 10 al 20%; colpisce soprattutto bambini piccoli e adolescenti. Il contagio è sostenuto dai soggetti asintomatici che possono trasmettere l’infezione.

Dal 2018 il Calendario per la vita raccomanda la vaccinazione per la Meningite B negli adolescenti non vaccinati da piccoli, dai 12 anni; nel 2025 ha esteso l’indicazione al richiamo a coloro che avevano già ricevuto il vaccino in prima infanzia.

Hpv è la più diffusa tra le malattie sessualmente trasmesse: circa l’80% della popolazione sessualmente attiva la contrae almeno una volta nella vita. Il virus è responsabile del 9,4% di tutti i tumori e del 100% dei casi di carcinoma della cervice uterina, oltre a una quota significativa di tumori anali, vaginali, vulvari, del pene e orofaringei.

Il vaccino nonavalente è gratuito in Italia per ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni. In Italia a 15 anni, la copertura femminile è del 69,57%, lontana dall’obiettivo del 90% fissato dall’Oms e dall’Ue con lo Europe’s Beating Cancer Plan per eliminare il cancro da Hpv entro il 2030.

Il vaccino è utile anche negli adulti, poiché l’infezione può essere contratta durante l’intero arco della vita sessualmente attiva.

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