Vaccino HPV: “Errore puntare su prevenzione cancro”

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CHIAVETTA (SIMA): “Meglio una buona educazione alla sessualità”
26 gennaio 2009 (DIRE – notiziario Minori)

“La campagna vaccinale contro l’Hpv (meglio noto come Papilloma virus), sta cominciando a portare i suoi frutti e, nel contempo, sta facendo emergere le vere criticità legate a questa ‘sperimentazione di massa’ “.

E’ quanto afferma Salvatore Chiavetta, consigliere nazionale della Società italiana di medicina dell’adolescenza (Sima), che fa il punto sulla situazione sull’Hpv a quasi un anno dall’introduzione gratuita della vaccinazione per tutte le 12enni, grazie alla campagna vaccinale promossa dal ministero della Salute.
“La decisione di introdurre la vaccinazione alle dodicenni spiega Chiavetta- e’ stata molto repentina, con una corsa all’offerta vaccinale senza un’adeguata informazione verso i soggetti interessati.

Non trattandosi di adolescenti, infatti, uno dei nodi cruciali dell’informazione e’ stato quello delle competenze. La diatriba, nata tra i pediatri di famiglia, i medici di medicina generale, ginecologi e consultori, ha prodotto forse piu’ confusione che altro, lasciando in definitiva un buon margine di scopertura nella popolazione interessata.

Altro nodo cruciale- continua il pediatra- e’ stato come presentare tale vaccinazione: contro una malattia a trasmissione sessuale oppure contro il cancro?”

“Purtroppo- continua il pediatra- si e’ scelta questa seconda soluzione, e cioè la leva del cancro, ritenendo, da parte anche di eminenti professionisti, una pessima idea abbinare al vaccino un programma di educazione sui comportamenti sessuali delle pre-adolescenti, argomento che avrebbe giocato contro l’ottenimento del consenso da parte dei genitori.

Non si e’ tenuto conto, infine, che gli attori principali non sono le famiglie, ma proprio le ragazze a cui viene offerta la vaccinazione“.

Come pretendere, dunque, una adesione adeguata vista la non obbligatorietà della vaccinazione da parte di tutte le dodicenni?

“Sarebbe stata questa- sottolinea Chiavetta – una buona occasione per spiegare loro (e quindi alle loro mamme), che la vaccinazione e’ una delle armi che abbiamo contro il sorgere del tumore al collo dell’utero, ma che rimane prioritaria la prevenzione secondaria legata al pap test.

Mi sembra che, in questo caso, sia stato effettuato un corto circuito nell’affrontare il problema: l’infezione da Hpv e’ una malattia a trasmissione sessuale, la prevenzione primaria dovrebbe essere rivolta proprio alle malattie trasmesse sessualmente attraverso una buona educazione alla sessualità.

L’educazione ad una sessualità responsabile ribadisce- e’ un aspetto fondamentale in tutti i programmi di educazione alla salute per gli adolescenti.

Universalmente i giovani sono a rischio di gravidanze indesiderate, di malattie sessualmente trasmesse o di rapporti sessuali iniziali insoddisfacenti o, peggio, coercitivi.

La scuola, pero’, non puo’ essere l’unica agenzia educativa a farsi carico di una buona educazione sessuale se non viene corroborata da un adeguato sostegno familiare e sociale”.

E se la famiglia e’ carente degli strumenti educativi e delle conoscenze adeguate a soddisfare questo ruolo la scuola, secondo il pediatra “dovrebbe aprire le porte a coloro che sono in grado di fornire un buon programma di educazione alla sessualità: non importa che siano pediatri, medici generalisti, ginecologi o quant’altro.

È fondamentale, invece, che abbiano le competenze per trattare tale argomento con un linguaggio idoneo al target: gli adolescenti”