Uno studio pubblicato su Nutrients ha indagato la relazione tra fattori genitoriali e il consumo di alimenti ultra-processati (UPF) tra bambini e adolescenti residenti in cinque Paesi del Mediterraneo. È noto che le scelte alimentari dei minori sono determinate da modelli comportamentali attraverso i quali essi interiorizzano abitudini e stili di vita che persistono nel tempo. La capacità dei genitori di promuovere scelte alimentari sane è influenzata dalla loro alfabetizzazione alimentare, definita come l’insieme di conoscenze, abilità e competenze pratiche necessarie per interpretare criticamente il sistema alimentare e contrastare le pressioni del marketing industriale.
La traduzione della conoscenza nutrizionale in comportamenti concreti non è automatica ed è spesso mediata da barriere e facilitatori percepiti. Fattori come la disponibilità limitata di tempo, lo stress legato al lavoro e i vincoli economici possono ostacolare l’adozione di pratiche alimentari sane, anche in presenza di un’adeguata consapevolezza. Diventa quindi rilevante saggiare la coerenza tra la dimensione cognitiva, rappresentata dagli atteggiamenti verso un’alimentazione sana, e la dimensione comportamentale, espressa attraverso le pratiche alimentari quotidiane.
In aggiunta, i determinanti delle scelte alimentari si evolvono sostanzialmente durante l’infanzia e l’adolescenza. Nella prima infanzia, i genitori esercitano una notevole influenza sul consumo di cibo mentre con la crescita l’aumentata autonomia e la capacità di prendere decisioni in modo indipendente riducono il controllo diretto dei genitori sui comportamenti alimentari. Gli adolescenti sono progressivamente esposti a una gamma più ampia di influenze, tra cui le norme dei pari, gli ambienti alimentari scolastici e quelli fuori casa, il marketing alimentare, i contenuti dei social media e le opportunità di acquistare cibo in modo indipendente. Di conseguenza, le scelte alimentari durante l’adolescenza riflettono un’interazione più complessa tra fattori familiari, sociali, ambientali e individuali.
Lo studio trasversale, basato su un’indagine completata da 2011 genitori di bambini e adolescenti di età compresa tra i 6 e i 17 anni provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Egitto e Libano, ha trovato che un minore consumo discrezionale di alimenti ultra-processati è favorito dall’alfabetizzazione alimentare dei genitori.
Giampieri F, Leonardi A, Di Costanzo G et al. Parental Decision-Related Factors Are Associated with Discretionary Ultra-Processed Food Consumption Among Children and Adolescents Living in the Mediterranean Area. Nutrients. 2026; 18(13):2128.
