Sono circa 7 milioni gli studenti italiani che, dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori, tornano sui banchi dopo la pausa estiva. Non per tutti si tratta di un rientro senza problemi, perché alcuni vanno incontro al cosiddetto “Back to School Blues”, un fenomeno omologo al più noto “Back to Work Blues” che interessa gli adulti al ritorno dalle vacanze. Si tratta di una condizione caratterizzata da un insieme complesso di emozioni, sentimenti, stati d’animo e segni e sintomi di malessere psicofisico. Normalmente si tratta di una reazione temporanea di adattamento che tende a risolversi spontaneamente nel giro di una o due settimane, a meno che non slatentizzi preesistenti fragilità, nel qual caso il malessere persiste o si intensifica.
Cosa possiamo fare noi adulti per aiutare il giovane a risolvere? Piccoli accorgimenti come: creare una routine graduale e stabile; accogliere le emozioni senza minimizzarle; non trasmettere ansie o aspettative eccessive; lasciare spazio al tempo libero; tenere uno stile di vita sano; valorizzare gli aspetti positivi del ritorno alla scuola; effettuare un controllo pediatrico per verificare lo stato di salute generale del bambino o dell’adolescente, controllando vista, postura, sviluppo psicomotorio e stato vaccinale.
Quest’anno il rientro a scuola coincide con un’ulteriore criticità: le elevate temperature legate al cambiamento climatico. Per questo motivo è importante che scuole e famiglie adottino misure preventive adeguate, tra cui garantire una corretta idratazione, favorire pause in ambienti freschi e ventilati, limitare le attività fisiche nelle ore più calde della giornata e monitorare con particolare attenzione gli studenti affetti da condizioni mediche croniche.
In conclusione, affrontare il rientro scolastico con gradualità, ascolto e attenzione al benessere psicofisico permette di trasformare questo momento di cambiamento in un’opportunità di crescita, apprendimento e sviluppo personale.
