Uno studio dell’UNSW Sydney pubblicato su JAMA Network Open, che ha coinvolto 365 adolescenti australiani tra i 10 e i 15 anni rileva un’associazione tra l’età del primo utilizzo dei social e la presenza di sintomi di ansia e depressione. Un secondo studio condotto dallo stesso gruppo di ricerca, pubblicato su JMIR Mental Health, ha aggiunto un altro elemento al quadro. Gli studiosi hanno seguito nel tempo adolescenti più grandi e giovani adulti, chiedendo loro di registrare le proprie interazioni sociali e di indicare se fossero avvenute online oppure faccia a faccia, oltre alle emozioni provate dopo ciascuna esperienza.
Nel complesso, gli incontri di persona lasciavano i giovani con una sensazione più positiva e di maggiore inclusione rispetto alle interazioni online. Tuttavia non tutte le relazioni digitali sono negative: i giovani più sensibili dal punto di vista sociale sembravano infatti trovare più semplici le interazioni online. Una possibile spiegazione è che la comunicazione digitale lasci loro più tempo per pensare alle risposte e gestire le situazioni sociali. Potrebbe trattarsi soprattutto di un beneficio immediato: nel lungo periodo, sarebbero le interazioni faccia a faccia a contribuire maggiormente alla costruzione e al consolidamento di relazioni positive.
